Le voci qui raccolte esplorano le dinamiche e le sfide linguistico- semiotiche insite nella traduzione di opere letterarie postcoloniali, rivolgendo un’attenzione particolare ai testi poetici. La traduzione, metafora dell’attraversamento per antonomasia, offre differenti spunti di riflessione su mondi diversi, più o meno distanti tra loro, in cui riflessioni sul genere e sul colore si intrecciano a questioni di appartenenza, subalternità e posizionamento sociale. Confrontandosi con l’estrema varietà di forme in cui si cimenta la letteratura postcoloniale in lingua inglese, il volume si propone di ripensare le pratiche traduttive e editoriali in un’ottica più inclusiva, svincolata da paradigmi etnocentrici e capace di riflettere la complessità della realtà odierna, fatta di colori, generi e storie molteplici che, quotidianamente, interagiscono tra loro. Le quattro sezioni - “Alterità ed etica del tradurre”, “Attraverso forme e codici”, “Decolonizzare il testo: lingue, spazi e corpi” e “Ri-pensare la traduzione” - analizzano le azioni diverse legate alla traduzione, perché tradurre implica comunque e prima di tutto un movimento, una mossa, un tentativo di comprendere e di accorciare le distanze aprendosi all’alterità. Tradurre è un atto: con le parole di Abdelkébir Khatibi, “Nel momento in cui ti parlo/ nella tua lingua, / io divento te senza esserlo, / perché mi cancello nelle tue tracce”.
Allitterare per ricordare, allitterare per ri-formare: stile e traduzione in Amanda Gorman
Bassi, Giovanni
2024-01-01
Abstract
Le voci qui raccolte esplorano le dinamiche e le sfide linguistico- semiotiche insite nella traduzione di opere letterarie postcoloniali, rivolgendo un’attenzione particolare ai testi poetici. La traduzione, metafora dell’attraversamento per antonomasia, offre differenti spunti di riflessione su mondi diversi, più o meno distanti tra loro, in cui riflessioni sul genere e sul colore si intrecciano a questioni di appartenenza, subalternità e posizionamento sociale. Confrontandosi con l’estrema varietà di forme in cui si cimenta la letteratura postcoloniale in lingua inglese, il volume si propone di ripensare le pratiche traduttive e editoriali in un’ottica più inclusiva, svincolata da paradigmi etnocentrici e capace di riflettere la complessità della realtà odierna, fatta di colori, generi e storie molteplici che, quotidianamente, interagiscono tra loro. Le quattro sezioni - “Alterità ed etica del tradurre”, “Attraverso forme e codici”, “Decolonizzare il testo: lingue, spazi e corpi” e “Ri-pensare la traduzione” - analizzano le azioni diverse legate alla traduzione, perché tradurre implica comunque e prima di tutto un movimento, una mossa, un tentativo di comprendere e di accorciare le distanze aprendosi all’alterità. Tradurre è un atto: con le parole di Abdelkébir Khatibi, “Nel momento in cui ti parlo/ nella tua lingua, / io divento te senza esserlo, / perché mi cancello nelle tue tracce”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.